EDUARDO PEPE

IL GRAND’UFFICIALE EDUARDO PEPE


(Eduardo Pepe)


(Eduardo Pepe)

“Fu servitore umilissimo dello Sport per 60 anni, signore e padrone generoso, soprattutto nelle discipline nautiche che lo videro militante entusiasta negli anni della giovinezza spensierata e della maturità, come dirigente sagace e fattivo”.

Così lo definiva il giornalista Aniello Di Martino in un articolo pubblicato sulla rivista “ Vela e Motore” nel febbraio del 1959.

Avvocato di primissimo piano e per molti anni Primicerio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, il Grand’Ufficiale Eduardo Pepe fu per due volte Presidente del Savoia, per complessivi 15 anni.

Divenne socio del Circolo il 22 aprile 1900, appena diciottenne ed indossò la casacca sociale, fedelissimo tra i fedelissimi, ininterrottamente sino alla data della sua improvvisa morte.

Il suo medagliere da atleta era ricchissimo: nel 1900 esordì nelle regate remiere partenopee iniziando tutta una serie di affermazioni.

Nel 1904 prese parte ai Campionati italiani a Pisa e in seguito colse altri successi con il famoso equipaggio soprannominato “ Toga e Voga”, costituito prevalentemente da avvocati, nel quale era capovoga.

Anche nel nuoto non fu da meno: fu campione e organizzatore di eventi e manifestazioni. Fondò anche l’associazione Rari Nantes.

Al Savoia costituì la Scuola Nautica per i giovani esordienti sia del canottaggio che della vela, sui quali egli poneva tutte le sue aspirazioni di dirigente sportivo.

Della Vela, pur se non ne fu praticante, sentiva tutto il fascino e seppe dare tutto il suo entusiasmo di uomo d’azione alla sezione vela del Circolo, senza lesinare mai sui mezzi sufficienti affinchè la flottiglia sociale fosse presente al maggior numero possibile di regate nazionali ed internazionali.

Ne sono riprova i successi conseguiti dalle barche del Savoia dai nomi oramai storici: Artica, Capelle, Orsa, Miranda, Nibbio.

Sotto la sua dirigenza sportiva il Savoia si aggiudicò il Campionato Europeo Classe Star vinto nel 1934 dall’equipaggio di Orsa a Marsiglia ed ospitò il Campionato del Mondo e d’Europa della classe Star.

Oltre alle sue qualità di sportivo praticante, mise a servizio del Circolo anche le sue doti di dirigente illuminato, ricoprendo anche la carica di Presidente del Comitato di zona della Federazione Italiana Canottaggio.

Nel 1910 fu eletto Consigliere del Savoia e poco dopo ne divenne Vice – Presidente.

Nel 1925 fu eletto per la prima volta Presidente e condusse le trattative per l’acquisto dei locali tuttora sede sociale, che furono particolarmente difficoltose poichè una parte dei soci era contraria(!); individuò anche la formula giuridica che consentì l’acquisto, in quanto l’allora vigente legislazione impediva alle associazioni la proprietà di beni immobili. Nel 1927, avvenuto l’acquisto, si dimise dalla carica,

Nel 1947, giusto vent’anni dopo tutti trascorsi ancora a curare da esterno al Consiglio direttivo le affermazioni del Savoia, iniziò la sua seconda tornata di presidenza, durata ben 12 anni ed interrotta solo per la sua morte improvvisa, avvenuta il 23 gennaio 1959, che lasciò un vuoto incolmabile sia alla città di Napoli che al Circolo Savoia.

La sua scomparsa avvenne, tra l’altro, proprio alla vigilia delle Olimpiadi della vela che si disputarono a Napoli l’anno successivo, alla cui preparazione egli aveva dedicato tutta la sua attenzione ricoprendo l’incarico di “Presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Napoli 1960”, conosciuta come “Operazione Sole Mio”

Grazie ai suoi sforzi ed ai suoi preparativi le Olimpiadi napoletane si svolsero in perfetto equilibrio tra sport e mondanità, che sono da sempre il segreto del successo di ogni manifestazione velica di alto livello e sono tuttora ricordate come una delle più riuscite edizioni.

Durante quelle giornate, che purtroppo egli non potè vivere, il Savoia fu il centro nevralgico di tutto l’evento olimpico, nonché circolo ospitante le più blasonate classi olimpiche, come la Star ed il Dragone. Sulle sue banchine circolavano abitualmente personaggi illustri come Costantino di Grecia ( che vinse quell’Olimpiade) e Beppe Croce, presidente della Federazione Italiana Vela.

I soci del Savoia, dopo la sua morte, con una sottoscrizione vollero regalare al Savoia in sua memoria la “Coppa d’oro Eduardo Pepe” da mettere in palio per importanti eventi velici organizzati dal Circolo.