STORIA

``Il 15 luglio 1893 segnò la nascita a Napoli del Club “Canottieri Sebetia” con sede in Santa Lucia (Borgo Marinaro). La Sede Sociale fu impiantata nella metà di un vano prospiciente al mare, tenuto in fitto da un fabbro ferraio che costruiva letti dozzinali e che in un angolo del vano aveva impiantato una fornace che aveva un magnifico mantice per alimentare la forgia nel quale si arroventavano i ferri.

Quando durante il giorno il buon… Vulcano locatore di questo vano al nuovo Circolo faceva soffiare con veemenza il mantice, le giovani reclute del nuovo Circolo godevano lo spettacolo di una nube di cenere che si poggiava come candida neve sulla imbarcazione unica – regalata dal Circolo Italia – il Nautilus ed ahimé! anche sugli abiti accantonati in un angolo durante le uscite dell’equipaggio. Il “Circolo Sebetia” fu creato per dare un competitore all’anziano Circolo Italia che regalò anche l’imbarcazione. Primo Presidente del Circolo Sebetia fu il Cav. Michele Avallone e poco dopo il Prof. Eduardo Migliaccio, entrambi entusiasti dello sport remiero.”

da uno scritto del 1953 del Presidente Avv. Eduardo Pepe

LA STORIA

Il Circolo Canottieri Sebezia è stato fondato il 15 luglio 1893 – da lì a due anni sarebbe diventato lo Yacht Club Canottieri Savoia – da undici soci del Circolo Canottieri Italia che, di comune accordo, si staccano dall’attiguo sodalizio rosso-blu fondato quattro anni prima e costituiscono così una alternativa agonistica al loro vecchio circolo con i nuovi colori bianco-celeste.

Ricevono in dote dal Circolo Italia anche il vecchio quattro jole a sedile fisso “NAUTILUS”. Il 15 agosto 1894, nel corso di una furiosa burrasca estiva, il “NAUTILUS” si capovolge causando la morte di tre dei quattro occupanti che partecipano ad un raid remiero Napoli-Capri e ritorno.

La Canottieri Sebezia, duramente colpita da luttuoso evento e sull’orlo dello scioglimento, si rivolge alla Casa Regnante. Umberto I e l’erede al trono Vittorio Emanuele, Principe di Napoli, fanno sì che il circolo prenda nuovo slancio. Per gratitudine i soci della Canottieri Sebezia cambiano la denominazione del Circolo inserendo il nome Savoia e, per ricordare gli amici scomparsi, sostituiscono il colore celeste della maglia con il colore nero.

Il Circolo è poi affettuosamente vicino alla Corte per il lutto causato dal regicidio di Monza (29 luglio 1900) e il nuovo Re, Vittorio Emanuele III, nello stesso anno della sua ascesa al trono concede al Savoia la patente di Circolo Reale e ne assume la Presidenza Onoraria, presidenza detenuta per ben quarantasei anni fino al giorno della sua partenza per l’esilio di Alessandria d’Egitto.

Nello stesso anno, per dare ancora una volta un segnale concreto alla gratitudine per Casa Savoia, i colori sociali cambiano nuovamente e il nero è sostituito dal definitivo blu savoia. La vita sportiva e sociale del Club dal 1895 in avanti ha uno sviluppo frenetico.

Lo yacht  “Caprice” dell’ing. Emilio Anatra si aggiudica, vincendo ben tre edizioni consecutive, la famosissima coppa Gordon Bennett che si disputa in Costa Azzurra, coppa riservata ai grandi yacht di venti tonnellate quasi tutti appartenenti alle famiglie regnanti d’Europa. I canottieri vincono di fila cinque edizioni della Coppa Lysistrata. Lo star “Orsa” vince a Marsiglia nel 1934 il primo Campionato Europeo della Classe Star, con l’equipaggio Giannini-Malfitano. Tra le due guerre i colori del Savoia ottengono vittorie di grande prestigio sia nella vela che nel canottaggio.

Dal dopoguerra fino ai giorni nostri molti titoli italiani e europei e mondiali sono conquistati da equipaggi del Savoia. L’otto metri “Miranda III” del Circolo Savoia nel 1949 viene scelto per difendere i colori italiani nella Coppa di Francia. E’ l’ultima partecipazione degli 8 metri S.I. a questa prestigiosa competizione. Nel 1960 il Savoia viene scelto quale centro operativo delle Olimpiadi della Vela di Napoli e il Dragone “Venilia”, con Nino Cosentino al timone, vince la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Napoli nel 1960.

Nel corso degli anni Ottanta il Savoia soffre di una crisi che ai più sembra irreversibile, il numero dei soci più che dimezzato e le attività sportive e sociali ridotte al lumicino. Nel 1991 la svolta. Un colpo di vento spazza via le carte da giuoco, allontana per sempre le decine di anziane signore che occupano tutti i pomeriggi la sede sociale, riaccende l’entusiasmo e riafferma l’orgoglio dell’appartenenza.

Il Savoia riprende a vivere. Le vecchie regole della vita sociale mai codificate da Statuti e Regolamenti del club vengono rispolverate. Si cena sempre con giacca e cravatta sia d’estate che d’inverno, i telefonini rigorosamente spenti e le signore sempre accompagnate, specialmente al ristorante, la politica tenacemente tenuta fuori dal Circolo.

Oggi il Circolo ha soci inseriti ai più alti livelli della vita politica, scientifica, industriale, amatoriale, artistica e non solo nazionale. Ai successi sportivi del Club si affiancano ogni giorno eventi sociali che fanno del Savoia il centro prestigioso della più bella attività culturale e mondana di Napoli. Nel 1997 su iniziativa del presidente Dalla Vecchia, l’Assemblea dei Soci decide di ritornare alla vecchia denominazione riappropriandosi così dell’appellativo di “Reale” scomparso nel 1946 dopo l’esito del referendum istituzionale.

Nel 1993 il maxi yacht “Blu Emeraude” vince con Raffaele Raiola il Campionato del Mondo dei Maxi Yacht. Il socio Vincenzo Onorato vince negli Stati Uniti nell’anno 2000 il Campionato del Mondo “Mumm 30” e, a seguire, quello degli IMS. Nel 2001 Vincenzo Onorato lancia la sfida per conto e nome del Circolo Savoia al Royal New Zealand Yacht Club di Auckland per lAmerica’s Cup 2002-2003 con Mascalzone Latino.

Nel mese di gennaio 2002 il CONI conferisce al Circolo Savoia – unica società velica italiana – il Collare d’Oro al Merito sportivo, la massima onorificenza riservata alle società sportive centenarie.

Molti altri successi nell’ultimo periodo hanno arricchito il palmarès del Circolo Savoia. Il maxi yacht IDEA di Raffaele Raiola vince nel 2003 a Porto Cervo il Campionato del Mondo della ClasseViviana Bulgarelli, partecipa ai Campionati del Mondo di Canottaggio e conquista ad Atene la medaglia d’argento nel due di coppia.

Il Circolo Savoia nel 2003 si aggiudica il trofeo Paolo d’Aloia, trofeo messo in palio dalla Federazione Italiana Canottaggio ed assegnato alla Società vincitrice della speciale classifica annuale riservata all’attività giovanile nazionale. In questi ultimi anni il Savoia è diventato il Circolo di rappresentanza della Regione Campania e del Comune di Napoli. Capi di Stato, Primi Ministri, Ambasciatori, Premi Nobel, grandi nomi della cultura mondiale in visita ufficiale nella città sono accolti nei Saloni del Circolo.

Al Circolo Savoia nel marzo del 2003 è stata organizzata la Cena di Gala in onore di Vittorio Emanuele e della sua famiglia in occasione del ritorno a Napoli dopo il lungo esilio. Il Circolo Savoia oggi annovera 850 soci ed è presieduto dal Dott. Carlo CAMPOBASSO, in carica dal 2013. L’ultima gioia sportiva è arrivata dal canottaggio, con la medaglia di bronzo vinta alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 da Matteo Castaldo: è stata la prima, storica medaglia vinta dal Savoia nel canottaggio a cinque cerchi, una soddisfazione alla quale si aggiunge la partecipazione ai Giochi brasiliani di Fabio infimo.

LA SEDE

Quella attuale, in Banchina Santa Lucia, è la casa del Circolo Savoia fin dal 1893. Pur di sistemarsi lì, i fondatori accettarono inizialmente la coabitazione con la bottega di un fabbro. Più tardi il Circolo ottenne in affitto tutti i locali, che dal 1926 divennero di Giorgio Ascarelli, leggendario padrone del Calcio Napoli. Ascarelli accettò di rivenderli al Savoia, del quale era all’epoca Presidente Eduardo Pepe.

La cessione avvenne sulla base 300.000 lire. Alcuni soci, tuttavia, contestarono la scelta di Pepe, che reagì con le dimissioni. Ma ormai l’immobile, uno dei più suggestivi della città, era definitiva proprietà dei soci del Savoia: 1.000 mq sistemati proprio sulla banchina del porticciolo di Santa Lucia, con locali di rappresentanza, saloni, sala da pranzo, sala di lettura, cucina, spogliatoi, toilette maschile, toilette femminile, presidenza, sala biliardo, bar, segreteria. La superificie esterna è composta da una terrazza con giardino che accoglie gradevolmente sia d’estate sia d’inverno.