
- Vela
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by Marco Caiazzo
Alla partenza tutti concentrati, a terra spazio alla goliardia. Il Reale Yacht Club Canottieri Savoia ha vissuto la Barcolana 2026 con due equipaggi, Tamugna e Afrodite, portando il guidone del Circolo nella grande festa della vela di Trieste.
Vento, storia, tradizioni e amicizia, tra le barche in mare e un lungomare affollato di stand e musica: uno spettacolo anche per chi è rimasto a terra.
Su Tamugna, barca dell’armatore Carlo Urbinati, erano a bordo il presidente Fabrizio Cattaneo della Volta e i soci fondatori Elio Cocorullo, Bruno Frangipani, Tonio Magnotti, Nello de Ruberto, Claudio Castellan e Antonio D’Ambrosio.
Su Afrodite, dell’armatore Gabriele Romani, al timone c’era il socio fondatore Roberto Fotticchia. Con lui gli altri soci fondatori Michele Gagliardi, Roberto Scoles, Riccardo Raimondi, Pasquale Grosso, Vincenzo De Lucia, Gianfranco Formicola e Daniele da Prato.
I due equipaggi si sono fatti trovare pronti sulla linea di partenza e hanno affrontato un ottimo lato di bolina. Poi il passaggio alla prima boa, dove il “traffico” della Barcolana ha richiesto attenzione e sangue freddo: entrambi ne sono usciti indenni, superando la gran confusione. Più impegnativa la poppa, ma le due barche hanno comunque concluso la regata con un buon piazzamento.
“È stato uno spettacolo bellissimo – racconta il presidente Cattaneo della Volta –. Tanti componenti del Circolo Savoia hanno vissuto giorni insieme, consolidando ancor di più la loro amicizia. Su entrambe le barche sventolava il guidone del nostro Club. Faccio i complimenti alla barca Arca di Furio Benassi, che ha vinto la Barcolana per l’ottava edizione consecutiva: un vero portento che ha meritato il successo”.
E se per qualche manovra in mare c’è stato da faticare, sulla prossima trasferta l’intesa è già perfetta: “I due equipaggi sono pronti per il prossimo anno – annuncia il presidente -. E già un terzo team sta pensando di aggiungersi alla spedizione bianco blu alla Barcolana 2027”.






